domenica 15 novembre 2009




Stimati amici,

mi permetto di informare le vostre comunità, i vostri gruppi, la cittadinanza milanese che nel quadro delle conferenze ETICA DELLE RELIGIONI: ALLA CONOSCENZA DELLE RELIGIONI - otto incontri da martedì 24 novembre a martedì 9 marzo 2010 - eventi organizzati dalla dottoressa Grazia Aloi, sono previste due serate per analizzare la questione del lavoro e la riforma luterana (martedì 24 novembre) e l’emergere dell’impegno etico nella riforma svizzera (15 dicembre).

Ulteriori informazioni saranno disponibili anche mediante contatto diretto e personale.

L’approccio alle tematiche si fonderà oltre che sul contributo scientifico e della letteratura anche sull’esperienza personale vissuta in ambito ecclesiastico.

Le attività della newsletter Ecumenici riprenderanno dopo il primo incontro. E’ attivo il sito http://www.facebook.com/l/87152;www.officinadellapsiche.it/index.php

Ci vediamo a Milano la sera del 24 novembre in via Carducci nr. 8.



Un cordiale saluto di Pace.



Maurizio Benazzi

392 1943729 orario serale

sabato 14 novembre 2009

Arrestato Turi Vaccaro- Pellegrino di Pace

Turi Vaccaro, il "pellegrino di pace", noi tutti conosciamo perché nel 2005 è stato protagonista in Olanda di una storica azione pacifista: penetrato in un aeroporto militare della NATO aveva reso inservibili 2 aerei da combattimento F16 distruggendone i comandi a martellate.

Dopo aver partecipato alla Marcia per la Pace e la nonviolenza di Domenica, nei giorni successivi aveva interrogato a lungo i suoi sogni e aveva a lungo meditato per capire quale poteva essere il suo contributo personale all'affermazione della nonviolenza. Non sopportava l'idea che ci fosse un'altra base militare e voleva ribadire la priorità degli usi civili della terra che ci appartiene. L'estate di S. Martino (11 novembre) gli era sembrata simbolicamente favorevole alla sua semina e anche il Santo, patrono dei pellegrini. Ieri pomeriggio è penetrato nella parte militare del Dal Molin di Vicenza, insieme ad Agnese Priante del gruppo donne del Presidio. Aveva con se un disegno solare che le aveva affidato Alice delle Piagge (Firenze) dove era passato di recente percorrendo il suo itinerario di cammino della pace e della nonviolenza (Napoli-Vicenza) durato più di tre mesi e conclusosi a Vicenza domenica 8 novembre. Diceva che lo aveva ricevuto proprio per favorire questa azione. Aveva preparato i semi secondo il sistema dell' agricoltura biologica di Fukuoka. (Inserimento dei semi in palline di argilla- la stessa del Dal Molin). Li ha seminati insieme alla sua accompagnatrice. Poi sono stati fermati dai carabinieri della SETAF. Ora Turi è nel carcere di S.Pio X. L'accompagnatrice è stata rilasciata. Turi sarà processato domani per direttissima dal Tribunale di Vicenza.

Il Tavolo della Consultazione Siamo Vicenza, la La Casa per la Pace di Vicenza e il Comitato vicentino della Marcia Mondiale,solidarizzano con Turi sottolineando il carattere del tutto nonviolento della sua azione per la quale personalmente era disposto fin dall'inizio a pagare il prezzo eventuale di una incarcerazione.

Vicenza 12 novembre 2009

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Da Napoli (6 agosto 2009) a Vicenza (8 novembre 2009)

Per un Cammino di nonviolenza

Spade in aratri

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza passa per Vicenza oggi, l'8 novembre, anniversario della vittoria popolare ai referendum antinucleari (1987).

In questo giorno concludiamo, con la tappa Longare-Vicenza, il nostro Cammino di Nonviolenza, partito da Napoli il 6 agosto e proseguito a piedi – alla media di 20 km al giorno, per circa 1.900 km lungo tutta l'Italia. (In realtà alcuni tratti – più di 500 km - sono stati percorsi in treno o deviati per imprevisti, piogge persistenti, ritardi e per rispetto degli appuntamenti presi)

Un pellegrino di pace dei "Ploughshares- Spade in aratri" che ha "disarmato" due F16 in Olanda, è la staffetta permanente dell’iniziativa: ne ha tenuto un diario in forma poetica (ballata) e ne ha composto l’inno.

L'anno scorso abbiamo camminato da Comiso e Sigonella (Sicilia) fino a Vicenza per ricordare i 25 anni della lotta contro gli euromissili, per protestare contro il triplicamento della base USA di Sigonella e per solidazzare con l'opposizione alla nuova base USA in costruzione a Vicenza. Allora circa un centinaio di persone si unirono a noi nell'ultima tappa: Longare-Vicenza.

Quest'anno abbiamo iniziato da Napoli, porto "nuclearizzato"e militarizzato in quanto base della VI Flotta, nuovo Comando navale USA per l’Europa, sede di Africom, approdo di portaerei e sommergibili che sono "centrali nucleari galleggianti", a sottolineare che il disarmo nucleare richiede anche l’opposizione ai reattori che producono sì energia elettrica, ma sono fratelli gemelli degli impianti che fabbricano le bombe atomiche.

Camminate con noi anche solo per qualche passo.! Certi che le vie della pace sono infinite, invitiamo ciascuno a impegnarsi quel pizzico in più rispetto a ciò che ha fatto sinora.

Invitiamo all'obiezione di coscienza alla guerra, alle armi, alla produzione bellica, al nucleare, in ogni sua forma perchè, come disse Tolstoj, il disarmo non avverrà dall'alto, con conferenze di pace (che si tengono con pochi risultati ormai da due secoli!), ma con l'iniziativa di ciascuno di noi.

Sollecitiamo tutti e ciascuno ad improvvisarsi "forgiatori di spade in aratri" (Isaia) senza delegare organizzazioni e governi e adottare personalmente uno stile di vita consono alla gravità della tragedia ecologica in atto.

WALK ON WITH HOPE IN YOUR HEART - Cammina con la speranza nel cuore

AND YOU’LL NEVER WALK ALONE ! e non camminerai mai da solo

DON'T TELL ME THERE'S NO HOPE AT ALL -non dirmi che non c'è proprio nessuna speranza

TOGETHER WE STAND, DIVIDED WE FALL ! (PINK FLOYD) - insieme riusciremo, divisi falliremo

CHE LO SPIRITO DELLA NONVIOLENZA CI DIA PACE, FORZA, GIOIA E AMORE!

NA MU MYO – HO REN GE KYO (Preghiera buddhista per la pace).

Hanno aderito :

MIR - Movinento internazionale per la Riconciliazione

LOC - Lega Obiettori di Coscienza

LDU - Lega per il Disarmo Unilaterale

Comunità di base "Le Piagge" – Firenze

A Vicenza: Casa per la Pace , Donne in Rete, Cristiani per la Pace , Rete Lilliput, Gruppo Presenza Longare, EquiStiamo.

Ecoistituto A. Langer (Mestre).

Alcuni amici di Vicenza, Firenze, Torino, Milano, Bologna, Comiso. Rivista "Insonnia" di Racconigi (CN), Scuola di Pace di Boves (CN); Comunità di Mambre di Busca (CN), Le Trame di Carignano (TO), NO-TAV di Borgone (Val di Susa), No alla discarica di Chiaiano (NA), NO F35 di Cameri (NO).

Info e adesioni: Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO c/o Campagna OSM/DPN, via M. Pichi, 1 - 20143 Milano - tel. 02/58101226 http://www.osmdpn.it/ Turi Cordaro (Vaccaro) (Dal 1 dicembre è in Olanda a questo indirizzo:

Teilingerstr. 31 B – 3032 AP ROTTERDAM ( Nederland ). Tel. 0031-10-4664634.

 

-- Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink. Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/pace Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace Si sottintende l'accettazione della Policy Generale: http://web.peacelink.it/policy.html

venerdì 13 novembre 2009

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Le Lucciole

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Dalle mie parti, verso il mare, lungo i bordi di una strada che costeggia un fiume e ch'è ancora chiamata "la bonifica" in ricordo di trascorsi impegnativi lavori pubblici, a qualsiasi ora del giorno e della notte si passi, si vedono decine di "Lucciole". Sono ragazze, per lo più evidentemente provenienti dal continente africano e qualche donna bianca più avanti negli anni.

E' una via particolare, lunga e difficile da percorrere senza venirne fuori altamente scossi. Almeno questo è l'effetto che fa al sottoscritto. Perché oggi, con tutte le risorse, non solo economiche ma pure intellettuali, di cui le società dispongono, non dovrebbe essere possibile che si perpetui una situazione di disperazione tale per cui sparute giovani debbano abbandonarsi per strada senza nemmeno la speranza di un cambiamento.

Oggi è assolutamente possibile realizzare un mondo in cui coloro i quali, uomini, donne e "speciali", volessero per loro proprio desiderio o volontà esercitare la professione di lucciole dovrebbero poterlo fare liberamente. Allo stesso tempo, coloro i quali fossero costretti a farlo da una mera quanto pesante necessità di vita dovrebbero invece poter trovare un giusto inserimento all'interno della società.

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Gli Spazzini

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Trovandoci in una qualsiasi città, prima o poi cápita di incontrare coloro i quali sono oggi preposti a tenere pulite le strade. In cinquantasei anni di vita ho avuto occasione e piacere di collezionare esperienze in diversi mestieri. Proprio quelli più umili, forse perché si ha direttamente a che fare con la debole realtà cruda e nuda, mi hanno donato la maggiore sensibilità verso cose e persone.

E così, quando incontro uno Spazzino, probabilmente per una forma di identificazione, cerco sempre il suo sguardo. Nove volte su dieci i suoi occhi sono abbassati: non a guardare la strada che spazza ma solo perché quella persona è sovrastata dalla consapevolezza che la sua vita sarà sempre così, mai potrà cambiare e rinnovarsi.

Nonostante oggi sia assolutamente possibile realizzare un mondo in cui ognuno abbia la possibilità di esperire molte vite e non più essere condannato ad una sola. Nonostante oggi vi siano intere moltitudini di persone stanche della loro vita, disposte a tutto pur di mutarla, le quali però non possono cambiarla per il carattere statico delle nostre organizzazioni.

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Costruire la comunità

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Il problema maggiore insito nello statalismo, l'aspetto più tragico dell'assunzione a vita nei ruoli della Funzione Pubblica non coincide con l'abuso e la corruzione cui un certo numero di statali (per altro elevato, come da decenni ci riferiscono le cronache) possano dedicarsi. La conseguenza peggiore di una simile statica organizzazione centrale è la mancata costruzione di una comunità.

I ruoli del Pubblico Impiego, il più fondamentale tra i Beni Comuni poiché tutti gli altri gestisce, vanno periodicamente restituiti al popolo per creare, affermare e radicare, giorno dopo giorno, ogni giorno di più, quel senso di comunità, di grande famiglia, che soltanto può generare a sua volta i sentimenti della solidarietà, della reciproca fiducia ed impegno.

Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, la nostra società si è sfaldata, rovinata ormai quasi del tutto, perché ha solo in parte realizzato l'ideale repubblicano (e badiamo che "RES PUBLICA" non è altro che un modo più antico per dire "BENE COMUNE") deciso nel noto referendum istituzionale. Per la restante incompiuta parte è rimasta invece amorale ed asociale terra di predazione da parte dei peggiori.

Per queste ragioni dobbiamo far cadere la nera muraglia costituita dai pubblici dipendenti assunti a vita, i fedelissimi protettori di politici i quali a loro volta non son altro che gli scagnozzi degli ultraricchi del mondo. A questo serve costruire Public Work 2.0: a trasformare miliardi di infelici esistenze nella più gran gioia collettiva che mai questo Pianeta abbia avuto modo di vedere realizzata!

Così come esiste la perfezione di un'orchidea o di un computer, allo stesso modo esiste la perfezione di una società che abbia deciso vi siano cose più importanti di cui occuparsi che non le solite inconcludenti beghe sociopolitiche odierne. La perfezione è figlia dell'onestà. Ed ogni vero Progressista, tanto per onestà che per desiderio di vedere la gioia diffondersi nel mondo, è tenuto a dichiararsi pubblicamente favorevole ad un:

PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE

COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE

PER UNA METÀ DELL'INTERO.

In questa sintesi è contenuto il segreto di una società perfetta, in grado di favorire lo sviluppo delle capacità di ognuno e ad ognuno garantire un lavoro minimo a sua volta assistito da un reddito da cittadinanza. Senza dimenticare che, per il profondo sentimento di unione che si stabilirebbe tra i suoi membri, una tale società non avrebbe alcun problema a competere con ogni altra.

Guardiamoci dunque intorno. Ed ovunque, all'interno del Movimento Progressista, vedessimo statali che ancora non si dichiarano favorevoli alla democratica periodica restituzione al popolo dei propri ruoli, invitiamoli a farlo immantinente. Perché non è solo una gran gioia a tardare per colpa loro, bensì anche la serenità di tutte quelle persone che un impietoso destino ha ingiustamente imprigionato in ruoli senza futuro.

Possiamo spendere il nostro tempo a dare la colpa del male del mondo a ricchi e potenti. Ma davvero ci guadagnamo qualcosa? Oppure possiamo puntare dritto lo sguardo su noi stessi, sul vasto Arcipelago Progressista. Ed allora sì, purificandolo infine dalle nefaste influenze di STATALI, che a parole dicono una cosa ma nei fatti ne radicano tutt'altra, avremo imboccato la via che conduce subito, in un WARP! a quel Nuovo Mondo che ormai quasi disperiamo raggiungere.

Hyper Linker

Laboratorio (artigiano di idee) Eudemonia

Monti della Laga - Appennino Centrale

tel. 339 5014947

http://societa-democratica.hyperlinker.org

http://public-work-2.0.hyperlinker.org

Si ringrazia il Laboratorio per l'intervento

giovedì 12 novembre 2009

"I nemici dei lavoratori non sono gli ebrei, sono i capitalisti di tutte le nazioni"

Lenin

Il problema della scomparsa dei testimoni

LO STERMINIO NAZISTA E LA TESTIMONIANZA

La narrazione testimoniale degli eventi

di LAURA TUSSI

www.youtube.com/lauratussi

www.icpratidesio.it

La Shoah, intesa come narrazione e ricostruzioni di dati, è rivissuta e ripresentificata sulla parola delle testimonianze.

Questo aspetto è sottoposto a rischi, per la progressiva scomparsa dei testimoni e per il possibile oscuramento degli eventi nelle vicende attuali.

La memoria contemporanea deve considerare la condizione di una inesorabile scomparsa delle voci testimoniali, con la possibilità che le storie non si completino con altre storie.

Nel vuoto lasciato dai testimoni si pone la dimensione di un dopo-memoria, in una riflessione strutturata sulla capacità di elaborare i documenti e i reperti d'archivio.

Quando i testimoni saranno scomparsi e la loro voce non avrà più voce, subentrerà un insieme di storie che racconteranno e ricostruiranno scenari e situazioni dove sarà opportuno elaborare quelle voci e quelle testimonianze come documenti e non più come prove, nel passaggio irreversibile tra passato e attualità.

L'idea dell'annientamento delle diversità e degli oppositori nell'Olocausto si è sviluppata in Europa nel XX secolo, nella civiltà dell'illuminismo, degli ideali di libertà, fratellanza e uguaglianza, dello stato di diritto, dell'autodeterminazione dei popoli, in un continente basato sui valori fondanti della cultura contemporanea.

La Shoah è inscritta nella nostra storia e ha trovato un'attuazione completa in paesi che hanno decisamente contribuito all'arte, alla filosofia, alla scienza, alla musica e alla letteratura.

Attualmente, mentre si assiste alla scomparsa progressiva dei testimoni, lo sterminio solleva ancora molti interrogativi e quesiti sulla convivenza civile tra persone di tradizioni, lingue, religioni e sensibilità diverse, rispetto ai diritti universali della cittadinanza e allo sviluppo della democrazia. L'analisi del fenomeno concentrazionario include che si considerino molti aspetti, come il numero dei morti, i livelli di violenza, il comportamento dei carnefici e la depersonalizzazione e l'annichilimento delle vittime.

Discutere della Shoah significa considerare la società attuale e il nesso con un passato che riguarda tutti.

Risulta necessario uscire da una dimensione etnica della memoria e coglierne gli aspetti e gli elementi universalistici.

La Shoah è assunta come unità di misura della modernità, rispetto al problema dei diritti umani e in relazione alla costruzione delle dinamiche di potere autoritario.

L'Olocausto richiama questioni relative alla violenza, alla memoria di gruppi particolari di fede, di esperienza, di appartenenza, di convinzione e sollecita la riflessione su tematiche riguardanti la memorizzazione e la narrazione.

Intorno alla vicenda dello sterminio nazista si sono sviluppate memorie nazionali, ricostruzioni di identità collettive e riflessioni sull'origine dei gruppi etnici.

La Shoah entra come vicenda di rilievo nella vita interiore e segna il linguaggio collettivo, quando si stabilisce un diverso rapporto con quell'esperienza, nell'esposizione del dolore, della sofferenza privata e della riflessione intorno al vissuto personale dei testimoni.

Il problema non consiste solamente nel riemergere del ricordo individuale, ma nel fatto che le memorie sono risultato della ricostruzione del passato soggettivo ed individuale, collettivo e pubblico, come conseguenza non solo di un retaggio personale, che viene recuperato soggettivamente, ma di una sensibilità collettiva, che costruisce e si evolve nel tempo della narrazione testimoniale, rinviando ad una modalità particolare del ricordo e dell'esperienza vissuta. Il racconto dello sterminio nazista non si configura come deposito di narrazioni trasmesso tra generazioni, ma risulta un resoconto testimoniale in cui assumono rilievo gli atti, le relazioni tra persone, i fatti microstorici, piuttosto che gli eventi macrostorici.

La Shoah è un fenomeno storico che ha prodotto la distruzione fisica e psichica di milioni di individui, basandosi su una macchina sistematica e persecutoria che colpiva ogni persona vicina. Per questo la memoria dello sterminio riguarda tutti noi.

Non è un evento privato o corporativo, ma riguarda la memoria dell'intera comunità.

La riflessione relativa allo sterminio nazista costituisce un retroterra culturale che permette di imparare a confrontarsi con la storia, con la questione del passato, come luogo inquieto dell'identità del presente, richiamando la memoria individuale, la narrazione pubblica e la mobilitazione di risorse emotive ed emozionali, ridefinendo un rapporto fondante tra individuo, comunità, collettività e storia degli eventi e dei singoli soggetti.

L'attività mnemonica di ricostruzione degli eventi del passato storico ha posto l'obbligo di riporre al centro dell'attenzione collettiva gli individui e le loro storie materiali e anche le loro ricostruzioni mnemoniche a posteriori degli accadimenti storici, individuali, comunitari e collettivi in versioni narrative che obbligano molti protagonisti dello sterminio a confrontarsi con le vicende della storia e a ripensarle.

Alla mente dei testimoni riaffiorano moltissimi miti, particolari inventati, scene ricostruite e riproposte, peculiarità esistenziali di memorie personali e ricordi del passato, che obbligano la collettività a continue verifiche e a rielaborare sempre l'analisi del rapporto tra persone e storia e ad aggiornare costantemente il ricordo.

La memoria della Shoah comporta la ricostruzione di una identità che indica i timori e le paure attuali e che con difficoltà riesce a rapportarsi alla violenza degli eventi, all'organizzazione del terrore nel sistema concentrazionario nazista, in rapporto al problema del totalitarismo come pratica sistematica votata all'annichilimento, alla depersonalizzazione e all'annientamento fisico e psichico dell'avversario, dell'opposto, del nemico ontologico.

Nella ricostruzione e riproposizione interiore, intimistica e pubblica della storia dello sterminio nazista, hanno avuto un ruolo rilevante i memoriali di testimonianze e i percorsi museali, nella ricostruzione documentale e fattuale.

Interrogarsi sullo sterminio nazista richiede una riflessione pubblica sulla storia privata e personale dei testimoni, sulla memoria collettiva delle specifiche realtà sociali, culturali, politiche, in cui i sopravvissuti hanno tentato di reinserirsi, dopo l'esperienza concentrazionaria e di deportazione, suscitando una globale questione relativa ai valori culturali propri delle specifiche società complesse, in cui le vicende dei singoli sono state accolte e proposte come tema di riflessione collettiva e pubblica nel tempo e nel corso della storia.

Laura Tussi

mercoledì 11 novembre 2009

SACRO, un libro di Laura Tussi

Sacro, di Laura Tussi

recensione di Paolo Calabrò

«il Recensore.com», 26 ottobre 2009

link permanente: http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/10/manifestazioni-del-sacro/

Il breve saggio di Laura Tussi dal titolo Sacro (ed. EMI, 2009) è dedicato, appunto, al sacro. Quella "cosa" che per il suo carattere sfuggente viene di solito definita per negazione, in opposizione al profano, come ciò che non è il quotidiano, il normale, l’usato. E tuttavia la ierofania (cioè la manifestazione del sacro) costituisce un paradosso: la differenziazione tra ciò che è sacro e ciò che non lo è avviene non solo nelle cose quotidiane, ma attraverso di esse: «nella manifestazione del sacro un oggetto qualsiasi diventa un’altra cosa, senza cessare di essere se stesso» (p. 12) spiega Tussi citando Mircea Eliade (autore di maggior riferimento per questo studio, il quale attinge non di meno a Emile Durkheim, Max Weber, Rodulf Otto nonché a studiosi più recenti, soprattutto italiani, tra cui Sabino Acquaviva, Franco Ferrarotti, Giovanni Filoramo). Il sacro non è folgorazione che sommerge la realtà, ma illuminazione della stessa realtà in una luce nuova: non è come un velo che ricopre ogni cosa, ma ciò che trasfigura ogni cosa facendola per così dire "emergere" dall’ordinaria quotidianità.

Quel che più conta nel sacro non è il concetto, ma l’esperienza. Esperienza che nelle nostre società occidentali moderne si scontra con due grossi ostacoli. Il primo è il predominio della mentalità strumentale e del pensiero astratto, che predilige il concetto (utensile creato per manipolare la natura) e conduce all’incapacità di aprirsi all’altro, stabilendo relazioni interpersonali profonde (primo indispensabile requisito per ogni esperienza personale genuina). Ma oltre che strumentale e astratta, la nostra cultura è anche urbana (e questo è il secondo ostacolo): moltissimi uomini vivono abitualmente lontani dalla natura, entrandovi in contatto solo nel fine settimana o per le vacanze e trattandola come uno strumento per riposarsi o per divertirsi. E invece la natura, nel suo essere così com’è, spontanea gratuita e misteriosa, è il primo trampolino verso l’esperienza del sacro, che è esperienza dell’essere-con, del legame di ogni cosa con ogni altra, dell’infinità solidarietà tra ogni essere (che accomuna molte tradizioni mistiche anche distanti, come il cristianesimo, l’induismo, l’islam).

L’autrice fa piazza pulita anche di alcuni equivoci: il sacro (che ha a che fare più con l’esperienza personale – ancorché mediata da quella comunitaria della cultura – e sovente con l’indicibile) non è tout court il religioso (che è basato su una componente pubblica e condivisa ben più ampia e su un apparato dottrinale che si offra alla trasmissione e alla tradizione). Inoltre, il sacro e il religioso hanno ben poco da spartire con il "magico", che è più che altro un antenato della scienza, in quanto metodo per controllare i processi naturali e volgerli a proprio vantaggio: «anche se inferiore alla natura, l’uomo magico crede di aver scoperto alcuni strumenti per difendersene e per approfittarne: sono i sortilegi, parole e gesti che, per connessione accidentale o simbolica, sembrano possedere un influsso sulle forze benefiche o malefiche» (p. 32).

I volumi della collana "Parole delle fedi" sono dedicati ciascuno a un singolo termine e concepiti come introduzione di carattere enciclopedico (con tanto di precisazioni lessicali ed etimologiche, ricostruzioni storiche ed ermeneutiche del concetto). Da "Acqua" a "Terra", da "Lavoro" a "Laicità", da "Pluralismo" a "Mito" (tra i più celebri: "Shoà" di Janina Bauman, moglie di Zygmunt e "Divinità" di Raimon Panikkar), cercano di adeguare il vocabolario religioso al mutato orizzonte dell’odierna interreligiosità. Con una introduzione alla collana di Brunetto Salvarani.

Laura Tussi è docente, ricercatrice e giornalista. Si occupa di tematiche sociopedagogiche, psicologiche e storico-culturali. Ha conseguito la sua quinta laurea specialistica nel 2009 in formazione degli adulti e consulenza pedagogica e ricerca educativa nell’ambito delle scienze della formazione e dell’educazione. Collabora con diverse riviste di settore e telematiche come www.icpratidesio.it , www.politicamentecorretto.com , www.peacelink.it e www.ildialogo.org .

Titolo: Sacro

Autore: Laura Tussi

Editore: EMI

Anno di pubblicazione: 2009

Prezzo: 4,50

Pagine: 64

martedì 10 novembre 2009

no al ritalin: salviamo Giamburrasca!

Messaggio email per Giuliano Falco

Gentilissimo sottoscrittore della petizione No Ritalin,

siamo lieti di invitarla all'incontro "SALVIAMO GIANBURRASCA" che si terrà presso il:

Palazzetto URBAN in Via Concezione a Montecalvario 26 in data 16/11/2009 a partire dalle ore 9.30 e fino alle 14.00

La giornata è finalizzata alla protezione dei bambini contro l'abuso di psicofarmaci ed anfetamine somministrati in età pediatrica.

E' sempre opportuno somministrare potenti psicofarmaci a bambini e adolescenti, in particolare nel caso di sindrome da deficit di attenzione e iperattività?

La "sindrome da deficit di attenzione e iperattivita (ADHD) è una disfunzione fisiologica da curare con farmaci appropriati o una difficotà da affrontare con metodologie pedagogiche ed educative, anche in relazione ad altre possibili cause sociali o ambientali?

Quali interessi si celano dietro alla commercializzazione e alla distribuzione di psicofarmaci ai bambini?

E in che modo si possono mettere in atto azioni legislative di farmacovigilanza?

Cosa possono fare gli enti locali a tal fine?

Ne parleremo con:

Giulio Riccio,

Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli.

Luca Poma,

Portavoce Nazionale del Comitato 'Giu' le mani dai Bambini' Onlus.

Promotore di una campagna nazionale di informazione/formazione di farmacovigilanza per I'età pediatrica che conta attualmente oltre centossanta aderenti tra enti e associazioni.

Emilia Costa

titolare della I Cattedra di Psichiatria dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ed è direttore del Centro per i Disturbi della Condotta Alimentare del Policlinico Umberto I.

Presidente della Società Italiana "Psicopatologia di Genere", è direttore della RivistaPsiche Donna. È autore di più di 300 pubblicazioni scientifiche e di 20 libri anche in collaborazione con altri autori.

Enrico Nonnis

Neuropsichiatra Infantile, lavora a Roma come Responsabile di Unità Operativa dell''Area della Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva.

E un momento di partecipazione importante e saremmo davvero felici se potesse invitare altre persone potenzialmente interessate.

Grazie e a presto

Comune di Napoli

Assessorato alle Politiche Sociali

Palazzo San Giacomo

Piazza Municipio

80133 - Napoli

Assessore Giulio Riccio

Tel. +39.081.7954242

Tel. +39.081.7954244

Tel. +39.081.7954245

Fax +39.081.7954240

email:

assessorato.politichesociali@comune.napoli.it

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

Gentile Deputata/Deputato,

Il recente Art. 15 del D.L. 135/09 - che ha modificato l'Art. 23 bis L. 133/08 - anche nella versione appena approvata dal Senato muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.

Come aderente al Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta associazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, affermo con forza:

se voti la privatizzazione dell'acqua lo fai NON in mio nome!

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita!

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale!

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, in previsione della discussione di tale provvedimento presso la Commissine Affari Costituzionali,

chiedo

di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua;

di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;

di eliminare l'obbligo di affidamento della gestione del Servizio idrico tramite gara edella cessione del 40% a privati per la gestione dirette dei Comuni, riconoscendo l'autonomia di scelta da parte degli Enti Locali, in particolare delle Regioni sancita dalla Costituzione ( Art. 117);

di sostenere, nel corso del dibattito parlamentare, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua;

Resto in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l'Acqua di conoscere le Sue decisioni.

Colgo l'occasione per porgerLe i più cordiali saluti

firma

 

allego indirizzi e mail:

bruno_d@camera.it ,

santelli_j@camera.it ,

zaccaria_r@camera.it ,

lomoro_d@camera.it ,

sbai_s@camera.it ,

amici_m@camera.it ,

bernini_a@camera.it ,

bertolini_i@camera.it ,

bianconi_m@camera.it ,

bocchino_i@camera.it ,

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tassone_m@camera.it ,

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vanalli_p@camera.it ,

salvatore.vassallo@camera.it ,

volpi_r@camera.it ,

zeller_k@camera.it

dal: 20/11/2009 al: 20/11/2009 - Il centro Pastorale dell’Università Cattolica di Milano promuove un Convegno il 20 Novembre 2009 presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul tema: "LA RESILIENZA: OLTRE LA TRAGEDIA E LA RASSEGNAZIONE".

Quanto mai urgente, in questi ultimi anni, è l’impegno da parte della comunità scientifica di conoscere, esplorare e analizzare la resilienza, secondo angoli e prospettive differenti per potenziarne le capacità terapeutiche ed educative.
Docenti di comprovata fama, di discipline diverse, faranno convergere le loro riflessioni e le ricerche più recenti sul tema.

La partecipazione al convegno è libera e gratuita.

PROGRAMMA

Modera: dott. Enzo Viscardi, Centro Pastorale dell’Università Cattolica
9.00: Saluti delle Autorità Accademiche e Istituzionali
9.15- Introduce: dott.ssa Paola Di Sabato - psicoterapeuta Kairòs Società Cooperativa Sociale.

9.30 - Relazioni
Prof. Francesco Botturi – Fondamenti Filosofici del concetto di resilienza Prof. d. Alberto Cozzi – La resilienza tra promessa di Dio e fiducia dell’uomo Prof. Giuseppe Vico – La resilienza nella riflessione pedagogica Prof. Rodolfo Proietti – Il medico e la scelta tra mantenimento della vita e condivisione col malato degli obiettivi terapeutici Prof. Domenico Bodega – Crisi economica e resilienza organizzativa Prof. Fabio Sbattella – Resilienti si nasce o si diventa?

13.00 Pausa pranzo

14.30 Approfondimenti e/o presentazioni di esperienze e progetti in gruppi dott.ssa Maria Teresa Fenoglio – Disastri naturali: interventi di emergenza dott. Riccardo Aduasio – La resilienza nella scuola dott.ssa Donata Bianchi – Tutela dei diritti dei bambini dott.ssa Annarita Verardo – Violenze e maltrattamenti prof.ssa Cristina Castelli – Promuovere resilienza attraverso l’arte

16.30 Rientro in plenaria. Linee d’azione e progetti per il futuro
17.30 Chiusura lavori

Per informazioni:
Segreteria organizzativa:
Centro Pastorale Università Cattolica di Milano
Tel 02 72342238 – fax 02 72342742
e-mail: convegno.resilienza@unicatt.it
Documentazione allegata

 
Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.
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